Finale Ligure 07-12-04
Ciappi strike again


Ci era rimasto un po' sul gozzo, l'ultima volta che eravamo stati a Finale, TheChief ed io, quel Ciappus Interruptus, colpa di un tubo idraulico del freno strappato nella parte finale della discesa.
Quando Roberto, nostro corrispondente di Genova ha proposto un uscita nel finalese (ho detto finalese, adesso Sissi offre il furgone) TheChief ha aderito con il consueto entusiasmo.
E io chi sono? Il figlio di Ficio? Ci vado! Inizialmente avremmo dovuto essere più numerosi ma qualcuno che aveva minacciato di partecipare numeroso ha defezionato all'ultimo minuto, vero Fabry? A sorpresa spunta "L'Uomo Che Non Vuole Essere Nominato", bene, bene, così finalmente vedrà un po' di tecnico, dopo tanto DH & FR un po' di Old School gli farà bene.
Con vari ricongiungimenti lungo la strada arriviamo a Finale sotto un cielo grigio e ventoso, un po' brontolone, troviamo parcheggio e scarichiamo, ci vestiamo, sistemiamo le bici e siamo pronti.
La salita verso S.Bernardino ci scalda in fretta anche se qualche goccia di pioggia ci spaventa un po'. Grazie alla cartina di Alp ed alle note scaricate dal sito di Rockstore ( www.rockstore.it ), siamo ben orientati e non perdiamo tempo a cercare la via.
La scorrevole prima parte del sentiero scorre fluida sotto le ruote ed i frequenti segnavia aiutano a mantenere una buona continuità d'azione. Man mano che si procede bisogna però aumentare il tasso di attenzione, le sempre più frequenti formazioni rocciose rendono laboriosa e divertente la guida.
Ah, che bello, comincio a sciogliermi un po', e da quello che odono le mie orecchie anche dietro di me c'è gente che ci dà dentro, SWOOOOSH,OUCH,TUD!!! Mi giro e vedo "L'Uomo Che Non Vuole Essere Nominato" scaravoltato sul sentiero, ha agganciato una pianta col manubrio e la bici ha carambolato da una parte all'altra del sentiero disarcionandolo di brutto, madibruttobrutto. Rapido momento di raccoglimento di tocchi e raddrizzamenti vari e si riparte.
Raggiungiamo il Ciappo dei Ceci, foto e via. Incontriamo un biker [s(ch)svizzero] che proviene in senso contrario e che cerca non si sa quale sentiero. Saluti internazionali e si raggiunge il Ciappo delle Conche dopo il quale il percorso si incaronisce e diventa impegnativo. La discesa presenta alcuni passaggi molto tosti, cui bisognerebbe dedicare un po' più del tempo che abbiamo. Si ripropone il tornantino a destra in discesa tanto caro a TheChief, lo “pulisco” tutto ma alla fine il pedale intercetta un sasso piantato e lì mi pianto anch'io. Il resto riesco a farlo tutto tranne un passaggio troooooppo difficile, rimandato. "L'Uomo Che Non Vuole Essere Nominato" rinuncia ai suoi propositi di rientro su asfalto, vince le botte prese e tiene duro, in fondo la parte più difficile del giro è finita. Arriviamo ad Orco e si scatena una specie di temporale, pausa sotto un provvidenziale portichetto. Spiove e ripartiamo per la parte a noi sconosciuta del giro, su un terreno reso viscido dalla pioggia ci si deve inventare qualcosa per stare in piedi, il sasso ligure, che tanto affidamento concede da asciutto diventa infido&bastardo, costringe a lasciar correre e regolare la velocità dove si può, il Chameleon scoda come uno swing. Oh,bici dalle infinite sfaccettature, le parole silenti che ci scambiamo!
Roberto, reduce da un brutto infortunio ciclistico, di cui riporta segni più psicologici che fisici, si esalta sul sasso sdrucciolevole sotto la Falesia di Boragni e per noi è un piacere vedere la sua soddisfazione. La seguente salita verso Magnone è caratterizzata dalla Maledizione di Finale che si accanisce nuovamente col povero TheChief che rompe la catena del/la Geko (‘na figata di bici sarebbe, se funzionasse, non come la mia che non funziona ma ciofeca è). Comunque questa è un'altra storia, come quella del mio amore per le front ed altre perversioni ciclistiche che non so se renderò pubbliche. Dopo il “Mistero del pattino mancante” ed “Il curioso incidente del tubo tranciato”, in un tratto di salita che, come direbbe la vittima, non sà ne di me né di te, inopinatamente la catena si strappa. La riparazione è molto più precaria delle roulotte dopo i terremoti, la maglia è lì che dice:”se appena appena calchi il tuo fottuto piede sul pedale io mi rompo di nuovo!”. TheChief è palesemente demoralizzato e stanco, l'ombra di se stesso, i suoi sogni di Manie+Caprazoppa si infrangono sulla catena corta e malconcia. Tiriamo via l'ultima parte della salita e neanche la divertente discesa verso Magnone sembra rasserenarlo. A Magnone perdiamo un po' di tempo per trovare il sentiero per il rientro a Finale, era proprio sotto il nostro naso e l'abbiamo mancato un paio di volte, troppo disorientati. Non solo, una volta trovatolo, ci perdiamo un'altra volta, colpa mia, sorry. Una volta riportatici sulla retta via, discesa verso Finale è procede senza intoppi anche se lo stato del percorso detto dei “Ponti Romani” è veramente in pessime condizioni. L'avevamo fatto un paio di volte, in notturna, una volta anche senza luci, e non presentava sorprese particolari, ora ha tratti difficilmente pedalabili anche di giorno!
Attraversiamo Finale e torniamo al parcheggio dove "L'Uomo Che Non Vuole Essere Nominato" carica in macchina Roberto in un nanosecondo e sparisce all'orizzonte, chissà se gli è piaciuto il Finalese? Spero che Roberto si sia divertito. Restiamo soli, TheChief ed io, e come tutte le altre volte andiamo a berci una birra.
Ola
Otis


Roberto approccia i Ciappi.

Altri approcciano.

Roberto arriva al
Ciappo dei Ceci.

TheChief piange per l'emozione
sul Ciappo dei Ceci.

Roberto.


TheChief

La tengo! La tengo!

La Chiesa di Orco.

Rock &......

Roll.

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