5 Monti 23-09-06

 

Giro della scopa (report di Otis)

Già al primissimo incrocio ero ultimo e alla prima curva mi sono anche fermato a fare pipì, come tutti gli anni, porta bene. Ai giri di BF ultimamente, ma non so ancora per quanto, mi piace stare in fondo, è inconscio. Fermarsi a fare due foto, a chiudere i cancelli del bestiame, indicare la via ad un incrocio, aspettare tutti e scambiare una battuta con ognuno mi piace. Lungo la salita asfaltata recupero Karlacio che si è fermato a fare foto ed in breve raggiungiamo Alex con la sua storica Ritchey che sale al suo passo. In breve ci uniamo a Soothsayer e Felix, con i quali arriviamo alla fontana di Forotondo dove ci aspetta il gruppo. Quando si riparte non so bene cosa succede ma, come la sabbia tra le dita, spariscono tutti e rimaniamo quelli di prima. Sulla lunga salita procediamo insieme, con Alex che ogni tanto scende e cammina a fianco della bici, rallento quando il ticchettio della sua ruota libera mi dice che nulla stà facendo girare i pedali, ora. Gioco un po' con gli scatti del PP, tanto per capire. Ad un certo punto, prima delle stalle, ci facciamo largo fra le mucche sulla sterrata, ce n'è una che allatta un vitellino, di traverso sulla strada la occupano quasi tutta, così intenti che non muovono un passo al nostro sfiorarli. L'ultimo tratto della strada è un po' massacrato dalle ruspe. Che fanno??? Asfalteranno mica??? In cima c'è tempo per una barretta in compagnia degli altri e si riparte alla volta del piccolo rifugio sul Bagnolo dove ci si unirà al resto del gruppo. Ora sono davanti, la discesa verso il Colle della Seppa è un'autostrada che si brucia in un secondo. Mi fermo all'incrocio e vedo snocciolarsi il gruppo, è una bellezza vederli passare ed infilarsi nel bosco. Arriva DeCif che chiude e ripartiamo. Sulla seguente rampa del Garavè si accende un duello all'ultimo alveolo polmonare fino a che, quando lo stò affiancando, mi tira il freno!!! Bastard inside questo DeCif!!! Dopo il taglio del Garavè, il regno del cardo-bastardo, faccio nuovamente sfilare tutti e seguo la banda proseguendo così ad elastico, testimone delle vicende delle Rocket Girls che si tengono sempre a contatto di voce condividendo i pezzi pedalati, chiacchierando nei tratti a spinta, discutendo vivacemente sul come superare infidi tratti fangosi e insidiose pozzanghere. Attento alla chiusura dei cancelli aspetto Felix e Soothsayer. Il primo viene colto da crampi mentre il secondo ha le nausee! Che sia gravido di Cotica Dorata? Appena alziamo gli occhi ci si para davanti il Chiappo, col rifugio, chiuso, in cima. Si intuiscono delle figure, piccoline, che lentissime salgono. Affronto la prima ripidissima rampa, metto il 22, così, tanto per fare finta di fare sul serio, poi comincio a pedalare e man mano che salgo mi convinco che tanto vale provarci ancora per un po' e poi gli altri che spingono, il cuore che sale, la punta della sella sempre più scomoda, la consapevolezza che tanto è questione di metri, scoppio, fanculo, scendo. Dopo un tot di pushbiking mi rimetto in sella e tiro via fino alla fine con la pazienza di chi vuole saper aspettare qualcosa che tanto prima o poi finisce. L'esterno del rifugio è popolato di bikers mangianti, bici, zaini, caschi, vestiti stesi ad asciugare. Soothsayer ha ormai le doglie e trova comoda una catasta di legna per riprendersi un attimo. Il rifugio-party và avanti per un po', si fà la foto ricordo e si riparte. Aspetto gli ultimi e mi accodo. Raggiungo Maurizio che dopo aver proceduto per un po' con la gomma che si sgonfiava ha definitivamente forato. Karlacio ci tiene compagnia ed insieme percorriamo il single track del Prenardo, in assoluto uno dei miei tratti preferiti in questo giro, purtroppo sempre troppo breve. A Bocche di Crenna vedo che gli altri sono già al taglio dell'Ebro, si parla di ciaspole e tavole, qualcuno dovrebbe aver tagliato giù verso le stalle-Salogni-casa, secoli fa. Spingiamo fino al taglio e raggiungiamo gli altri in perenne e paziente nostra attesa. I pratoni del Cosfrone e del Panà invitano a correre e su queste creste sembra di volare, peccato per le nuvole che riducendo la visibilità appiattiscono il senso d'altitudine sulla pianura. Ora siamo un gruppo abbastanza nutrito, nuovo duello con DeCif che mi strattona in salita e mi pianto nuovamente, procediamo insieme fino al Gropà dove avviene il terzo ricongiungimento “totale” della giornata. Tutti insieme fino al Giarolo, poi la discesa sgrana nuovamente il gruppo. Mi appiccico a DeCif, per poco. Un gruppo di biker è fermo ed occupa tutta la strada, uno è a terra. Merda, di nuovo? Questa discesa non mi piace ma il tratto che mi stà sulle scatole, quello troppo veloce e pericoloso, è più avanti. Si tratta di Vittorio, il manubrio della sua bici si è spezzato a metà, in corrispondenza dell'attacco manubrio. E' seduto e sembra un po' scosso, ha sbattuto gomito e spalla ed ha un ginocchio sanguinante, lo facciamo sdraiare per un po' fino a che si sente meglio e si rialza. Il gruppo riparte capitanato da DeCif. Resto insieme a Davide ed Andrea per accompagnare a valle l'infortunato. Abbiamo a disposizione una bici col manubrio spezzato tenuto insieme dall'attacco manubrio, un'altra senza collarino reggisella, essendosi spanata la vite di serraggio e la mia fortunatamente efficiente. La affido a Vittorio, non senza averlo avvertito numerose volte del fatto che ci sono i freni moto-style, Davide scenderà con quella col manubrio spezzato, io su quella con la sella rotante e dotata di pedali minimali incompatibili con le tacchette delle mie scarpe. Mancano solo gli orsi, i nani e le ballerine e saremmo un ottimo circo ambulante. Vittorio sembra essersi ripreso egregiamente, salta in sella e sparisce a velocità warp mentre io e Davide remiamo alle prese coi nostri mezzi-mezzi. All'incrocio successivo Vittorio ci aspetta, ha un sorriso così, dice che si stà divertendo come un matto e che la mia bici è un razzo. Sono molto contento, soprattutto perché sembra aver superato il brutto momento. All'incrocio per Caldirola Andrea prosegue all'inseguimento del gruppo. Nuovamente Vittorio sgomma e sparisce, io e Davide scendiamo lentamente fino a La Gioia. Dopo è supermotard fino a Fabbrica con Davide che, con una mano sul manubrio ed una sulla pipa, sembra Nuvolari quando guidava con la chiave inglese al posto del volante ed io che sembra stia collaudando un nuovo prototipo di UnSaddle rotante. Felix è al parcheggio ma schizza via in macchina a recuperare Soothsayer da qualche parte con una foratura irrimediabile, ma non era con il resto del gruppo? Boh? Ho perso il filo del giro, ma è solo un momento, si sentono voci e
fruscii di ruote e in un secondo emergono dal basso, dal fondo del parcheggio tutti gli altri. Qualcuno sparisce subito altri restano per
un brindisi in compagnia, con Pixel che disserta su spuma bionda, scura e Rivella.

Un ringraziamento a tutti:

le 4 Rocket girls, LaSimo, Betty Boop, Cinzia e Stefania
Ed il polso (sempre pronto a ripartire), Ricky; Century, Karlacio e Ginko
Luca che è venuto apposta da Padova !
RS, Andrea, Alex, Marco e Maurizio da Milano
Pixel da Como
Domenico con la bici nuova
Soothsayer (con la mappazza) e Felix (con i crampi)
Umberto che, con i suoi 44 battiti a riposo, sarebe stato il più veloce anche con una bici da DH
Vittorio (broken bar) e Davide

 

Immagini di Andrea, DeCif, Fabry, Luca, Karlacio & Otis

Back