Sospel 21/22-08-06
Sospel non è una località dove si può capitare per caso, così, di passaggio, è un posto dove vai se proprio vuoi andarci. Stretta fra la vicina a Mentone, tanto che si possono cogliere i profumi della Costa Azzurra se il vento viene da sud, e così a ridosso dei monti del Parco Nazionale del Mercantour da assumere a tratti l'identità di un paesino di montagna, questa località, insieme alla vicina Peille, ha saputo creare un bellissimo comprensorio dedicato alla VTT dando vita ad una ricca rete di sentieri segnati e mappati (www.sospelvtt.net e ufficio del turismo locale). Ci siamo arrivati di lunedì, contro ogni esodo, un pò per sana curiosità ed un pò per approfittare del "gancio" di 30X26 che ritornava da queste parti. Per prima cosa ci siamo sistemati in albergo ed incontrato 30X26 che nell'attesa aveva già percorso un anello. Lasciatolo al campeggio municipale, dalla curiosa gestione, definibile free, abbiamo fatto conoscenza dell'itinerario n.1, un itinerario "rosso" (i percorsi hanno una classificazione per colori analoga a quella utilizzata sulle piste da sci) caratterizzato da una salita sterrata a tornanti su una mulattiera militare veramente notevole seguita da una serie di sentieri terrosi nel boschi che alternano tratti fluidi ad altri più guidati per poi rientrare in paese con tratti via via più sassosi. Dopo questo primo assaggio siamo ripartiti dal paese alla volta del Col de Brouis da cui partono i percorsi 6 e 7. All'inizio della salita veniamo affiancati da un biker locale con il quale cominciamo a chiacchierare. In breve si offre di accompagnarci consigliandoci il percorso n.7, che giudica più interessante del previsto 6. Accogliamo volentieri il suo invito e proseguiamo insieme. Olivier tira un rapportone impossibile e stargli affiancati per poter ascoltare il fiume di informazioni che fornisce è un'impresa. La salita asfaltata è lunga circa 13 km e nell'ultimo km si scatena un duello Olivier Vs. 30X26 con esito per noi incerto visto che dopo due pedalate erano già spariti. Il percorso prosegue diventando sterrato e percorre una cresta. Giunti ad un bivio prendiamo a dx cominciamo a scendere sul n.7 (nero) caratterizzato da fondo terroso con qualche sasso fisso in cui si susseguono serie di tornanti stretti tutti da interpretare fino ad arrivare al centro del Vallon de Bassera dove il sentiero sovrasta un torrente. Questo è talmente incassato in una gola da essere praticamente invisibile sotto di noi. Per prudenza, data l'esiguità del sentiero e lo strapiombo, Olivier ci consiglia di fare un breve tratto a piedi perchè qui SE CADI MUORI!!! Il percorso prosegue poi verso il fondovalle e una volta guadato il torrente si risale un poco fino a prendere direzione Sospel su strade interpoderali alternate a sentieri ed asfalto. Abbiamo scoperto da un pezzo che Olivier và come un trattore in salita (da temere la frase"une petit montèe" pronunciata da lui), poi ci siamo resi conto che in discesa non è da meno, ora ci informa che sarà lieto di ospitarci nel suo bar (Bar du Rome) in Sospel. Ci andiamo prima di cena, si offre di fare un altro giro con noi il giorno dopo ed è così gentile da offrirci anche da bere! Veniamo inoltre a conoscenza del fatto che è il presidente di Sospel VTT, il club che ogni anno organizza il famoso Rallye Free Ride. Andiamo a cena e prima di tornare ai rispettivi alloggi facciamo un giro per il paese, tranquillo, talmente tranquillo che i ragazzini giocano a pallone e fanno gimkane in bici sulla strada principale. Il giorno 2 comincia dall'itinerario 5, un percorso ad ampio respiro con una lunga salita sterrata, pedalabile ed ombreggiata, che percorriamo chiacchierando fino a Tete de La Lavina a 1117m. slm da cui comincia la discesa di rientro a Sospel. Il percorso (rosso) è un sentiero con sassi fissi e smossi con gli immancabili tornanti stretti che inopinatamente ci si parano davanti singolarmente, a coppie, a gruppi, chi più ne ha più ne metta! Veramente non c'è un attimo di requie alla sequenza di passaggi naturali che ci si trova a dover affrontare, niente di estremissimo, ma comunque sempre impegnativo. Quando arriviamo in vista del paese troviamo un "pump track" dove, incuriositi, abbozziamo qualche giro, ma il tempo stringe, vogliamo passare da Olivier, e quindi proseguiamo la discesa. Una volta finito il giro andiamo a mangiare un panino al Bar du Rome e ci accordiamo con il nostro disponibilissimo ospite per fare un giro nel pomeriggio. Sarà la ciliegina su una torta già di per sè ben riuscita, un giro confezionato su misura per noi. Dapprima una dolce salita asfaltata, ideale al termine di due giorni di bici, a seguire il percorso n.3, una discesa usata in allenamento da Barel & soci, ricca di appoggi e spunti per salti. Poi siamo risaliti ad un punto panoramico dove dall'alto di una ex postazione militare ora punto di lancio dei parapendio, Olivier ci ha mostrato, come da un satellite i sentieri che ha intenzione di approntare e quelli che ci farà fare la prossima volta che verremo a trovarlo. A quel punto ci siamo rituffati in discesa in piccola parte sul percorso n.1 e poi su un single track "pas balisee" creato dallo stesso Olivier ed utilizzato anche come prova cronometrata nell'ultimo Rallye Free Ride vinto da E.T. Vouilloz. Ragazzi, che roba!!! Un simile finale di giornata ci ha regalato dei sorrisoni che ancora stazionano sulle nostre facce al ricordo. A questo punto però il nostro pensiero comincia a volgersi ad oriente ed al ritorno a casa. Dopo una bevuta a casa di Olivier riusciamo a scroccare una doccia nel camping municipale, salutiamo 30X26 non senza aver progettato futuri appuntamenti e partiamo verso la vicina Italia. Sembra di averlo fatto apposta a transitare all'altezza di Spotorno all'ora di cena e così il ristorante di Rusitta a Vezzi Portio ci accoglie come in precedenza con le sue leccornie e la vista della Rocca degli Uccelli ci rimanda ai sentieri di Finale. Au revoir, Sospel.