The day after Epiphany - M.Beigua 07-01-06

4 Bikefree Boys dal pavese: l'oriundo Karlacio, Valter, DeCif ed Otis. Partecipanti da Liguria, basso Piemonte e Lombardia, Biker Simone alla regia. Bel tempo, serenissimo, forse un pelo freddo per la Liguria, sarà il vento da nord, fortunatamente noi staremo sul versante sud, al riparo. Puntuali al punto di raccolta, la Coop di Varazze, quando arriviamo ci sono già alcuni pronti ed altri che scaricano ed armeggiano. Troviamo subito Enrico e Max. Il centro commerciale offre assistenza a chi ha bisogno di caffè, bagno e cibo, non necessariamente in quest'ordine. All'uscita troviamo KK e Century, pavesini che svernano in riviera.
Si è finalmente pronti a partire e verso le 10 circa 25 bikers si dispongono in fila e cominciano a spingere sui pedali. Il primo tratto asfaltato vede il lungo serpentone procedere compatto nonostante a turno tutti ci si fermi ad alleggerire l'abbigliamento. Per stemperare il monotono e trafficato asfalto andiamo a prendere il sentiero che dalla discarica di Varazze (bleah!) porta al passo del Muraglione, da noi sempre percorso in senso contrario, in direzione della Madonna della Guardia. Dopo un rapido raggruppamento, che consente anche a chi proviene dalla zona di Cogoleto di aggregarsi,  si affronta l'ultimo tratto asfaltato fino a Le Faie. Il gruppo tende ad allungarsi ma procede con ritmo costante quindi bastano alcune brevi soste per ricompattarsi. Sulla salita scorrevole cominciano a comparire placche di ghiaccio e macchie di neve battuta che aggiungono un pò di pepe al tracciato. Si vedono alcuni testa-coda e anche qualche scivolone. Dopo un ultimo raggruppamento si affronta il tratto più sconnesso ed esposto al freddo vento del nord di tutta la salita, il tratto nei pratoni fra il Monte Sciguello e Pra Riondo. All'esterno del rifugio di Pra Riondo ci accoglie una MTB che languidamente si scalda al sole, è la MC di McVit, ci vedrà ripartire coi lucciconi. Ci riprendiamo un attimo, mangiamo, è l'una, siamo in perfetto orario sulla tabella di marcia. Il MenoPallino ci stà aspettando, siamo qui per lui, non vogliamo farlo attendere ed il freddo ci spinge verso valle, verso il mare. Un rapido consulto con Biker Simone sul modo migliore per approcciare la discesa e si riprende la via appena percorsa. Per poco, appena i pratoni si aprono a 360°, prendiamo l'attacco del Meno scendendo a destra su traccia accennata, e qui si cominciano a vedere alcune acrobazie niente male, alcune facciate e qualche ribaltone. Si giunge così sulla via già percorsa all'andata, qualche centinaio di metri sotto il primo tornante alla base dei pratoni. All'esterno del tornante inizia il MenoPallino. Il primo tratto è libero, nei prati cosparsi di rocce, una rete di tracce da interpretare, seguire, abbandonare e riprendere a piacere. Poi si segue a sinistra, sotto il M.Sciguello, un lungo traverso in single track in lieve discesa con qualche passaggio tecnico. Il gruppo si allunga, selezionato dalla conoscenza del percorso, dalle capacità di guida e dalle caratteristiche tecniche dei mezzi. Il single track prosegue con un tratto guidato e relativamente scorrevole con rocce sparse e curvettine con appoggi da ritmare. In questo frangente avere spazio davanti e dietro è fondamentale per il divertimento, ci si può sbizzarrire a cercare il passaggio migliore senza rischiare di perdere il ritmo o di intralciare qualcuno. A questo punto il sentiero entra nel bosco e diventa incassato con grosse pietre a volte fisse, a volte mobili, gradoni scavati in alcuni passaggi ripidi da fiera del cappottamento, e difatti più di una corona del 44 diventa da 39/39 e mezzo mentre è capitato che nei punti tosti la parte più visibile dei bikers fossero i piedi piuttosto che i loro caschi. A seguire il sentiero diventa terroso con qualche drittone ripido nella vegetazione per poi spianare in un breve un single track sinuoso che concede un pochino di respiro prima del gran finale roccioso esposto ormai in vista dell'Eremo del Deserto. Si fà la conta dei danni, che fortunatamente si limitano ad alcune noie meccaniche non determinanti, si commenta il percorso e, dopo aver salutato i biker che provenivano da Cogoleto si affronta il paio di km di salita che ci riportano ad imboccare il single track che conduce alla discarica, già percorso all'andata in senso inverso. La puzza ci accoglie nuovamente e sgommiamo fino all'inizio dell'ultimo tratto di discesa, uno stradello dapprima sterrato, fino alla Cappella del Beato Giacomo, e poi ciottolato, seguito da un velocissimo e stretto asfalto che arroventa i freni. Non ancora contenti ci spariamo una lunghissima scalinata stretta con curve ad angolo a pendenza variabile che ci riporta esattamente di fronte al punto di partenza, ma dall'altra parte del Teiro. Ancora una pedalata di alcune centinaia di metri e siamo alle macchine. 
La bevuta finale suggella la bellissima giornata ed è ancora chiaro quando imbocchiamo l'autostrada.

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