Alta Valle Staffora Exploring 27-05-06

Passo a prendere DeCif alle 9,00 di questa bella mattina di maggio ed andiamo ad esplorare l'Alta Valle Staffora. Prima sosta al Super Crenna per i panini e poi dritti fino a Casanova di Sinistra, dove molliamo la BFMobile sotto una pianta e per par condicio si và a Casanova di Destra per un caffè preliminare. Di affrontare la salita fino in cima al Boglelio, per di più ad appena una settimana dalla volta precedente, non è che ne abbiamo proprio una voglia sfrenata ma tant'è, piano piano cominciamo a salire. Chiacchieriamo e saliamo, saliamo e chiacchieriamo, poi non chiacchieriamo più, saliamo e basta, sbuffando e colando, il caldo si fa sentire. Arriviamo finalmente a Pian della Mora, breve sosta, nella quale DecIf si documenta sulla flora dei luoghi consultando attentamente un cartellone escursionistico degno di una tangenziale qualunque e poi si riparte sull‘accidentata sterrata che fende i pratoni. Il più è fatto, ora è tutta cresta fino alla pista di sci del M.Chiappo dove incontriamo degli splendidi cavalli al pascolo. Scendiamo lungo la pista fino a Pian del Poggio ove sembra sia appena scoppiata una bomba al neutrone e non si vede anima viva. Estraiamo dagli zaini i panini nell'area sotto l'albergo ove è tassativamente vietato giocare a pallone e girare in bicicletta (Beware!) e ci rilassiamo al sole. Finita la sosta volgiamo le prue delle nostre ciclonavi verso Passo del Giovà dal quale ci dirigiamo verso Colletta e Brallo. All'uscita di una curva, in un ripido canalone che scende dal Lesima c'è ancora una lunga e spessa lingua di neve che sembra non aver alcuna intenzione di cedere alla bella stagione. Immortaliamo l'inattesa scoperta e proseguiamo fino ad incontrare la strada che sale al radar del Lesima. Proprio di fronte a questa parte un sentierino sassoso in discesa che mi ha sempre attirato e che non ho mai avuto occasione di fare, questa è la volta buona…..Seguiamo l'indicazione "Samboneto" e ci lanciamo fra le fronde, il segnavia bianco-rosso ci guida su un sentiero dapprima ripido e sassoso, poi più dolce e filante , a tratti abbastanza sporco di foglie e rami. E' veramente bello, molto meno impestato di quello che avrei immaginato visto la predominanza della roccia a scaglie di queste parti. Ad un certo punto la traccia si perde in un prato, vaghiamo un po' scendendo a naso fino a dover inventare un percorso in un tratto di bosco per fortuna abbastanza pulito. Ci infiliamo in un vecchissimo ed ormai inutilizzato tracciato che scende nella giusta direzione ed al primo incrocio ritroviamo il segnavia. In breve il sentiero ritorna roccioso e la vegetazione si apre permettendo allo sguardo di spaziare sull'altro versante della Valle Staffora, qui abbastanza stretta. La mulattiera scende rapidamente e talvolta ci fermiamo a fare il punto della situazione con DeCif che mostra di aver imparato molto sulla botanica mostrandomi i diversi tipi di vegetazione. In una di queste soste mi accorgo di un raggio della ruota posteriore tranciato a metà, probabilmente da un ramo. Lo avvolgo agli altri e proseguiamo fino a Samboneto dove incontriamo un'anziana signora che prima ci chiede dov'è il motore e se quelle sono moto, perché se fossero moto ci prenderebbe a bastonate!!! Dopo aver fatto un po' di conversazione con l'arzilla signora e bevuto la fresca acqua della fontana seguiamo l'asfalto, dove troviamo un simpatico wallride roccioso, fino all'incrocio dove prendiamo per Cencerate. A questo punto cominciamo ad essere un pochino frolli ed affrontiamo la spettacolare strada in falsopiano a strapiombo verso Barostro e Valformosa con tutta calma. Lasciato l'asfalto, raggiungiamo Valformosa per mezzo di uno stretto sentiero invaso dalle le ortiche (una vera goduria per i nostri stinchi!!!) ed improvvisando tracce nei prati. Nei pressi del cimitero imbocchiamo un single track boschivo dall'attacco camuffato nella folta vegetazione, che si rivela a breve come un entusiasmante sentiero da guidare con attenzione dato che è stretto e presenta alcuni repentini cambi di pendenza e di fondo ma anche da gustare appieno lasciando correre la bici per sfruttare alcune alte sponde che guidano la traiettoria nelle curve cieche. A questo punto DeCif scopre di aver bucato ma non crede necessaria la riparazione, gonfia e riparte pancia a terra, io lo seguo ma anticipo troppo l'entrata in un curvone, piego nello sporco all'interno e la bici parte sulle due ruote fino ad appoggiarsi sulla sponda esterna della curva creata dalle moto quando penso di essere già per terra ed invece sono salvo, superjollone! Arriviamo a Fego dopo un altro tratto molto bello, guidato e veloce, e qui si decide di riparare la foratura. Ci riusciamo al secondo tentativo e ci dirigiamo a Casanova dove aspetta la BFMobile. Sono quasi le 17.00, decidiamo di berci una birra al Caffè Macchiato di Bagnaria dove riceviamo un trattamento tale che da oggi questo Bar è stato dichiarato “Bar Ufficiale di Bikefree”, e non aggiungo altro…..
Che dire: ci siamo fatti una sacco di salita ed anche di più, abbiamo colto viste che rimarranno con noi a lungo, abbiamo scoperto nuovi e bellissimi sentieri, le discese ci hanno ripagato della fatica, abbiamo parlato a persone e diviso alcuni bei momenti con loro, penso basti per oggi.