Semel in anno licet Colletta, possibilmente in una giornata di sole e buona visibilità. Anche questa volta partiamo da Casanova Staffora, che stà diventando sempre di più la rampa di lancio per le nostre scorribande in alta valle. Provvisti di vettovaglie e buona volontà, una volta tanto volgiamo le spalle al M.Boglelio ed andiamo a raggiungere, passando per Vendemiassi, la strada che porta a Brallo di Pregola. Già al pronti-via il gruppo si fraziona con Jolly Roger che sparisce all'orizzonte, Otis che segue sbuffando, Karlacio che non ha alcuna fretta di far fatica e DeCif che barcolla sotto il peso di un venerdì sera "pesante". A Santa Margherita il gruppo si compatta e procede come un sol uomo fin oltre il Brallo, alla fontana di Bocco. Da qui il piacevole sterrato fino a Corbesassi regala momenti veramente bucolici ed anche la seguente salita a Prodongo si svolge senza affanni. Giunti nell'ampia spianata dei pratoni di Prodongo il ritmo tribale di un tamburo attrae irresistibilmente DeCif che si inoltra per uno stradello. Dopo una decina di minuti, che noi passiamo cazzeggiando sdraiati sull'erba, il capetto torna e riferisce di un raduno esclusivamente femminile dedicato alla cultura pre-ispanica. Cosa questo voglia dire lo ignoriamo e, tra il curioso ed il titubante, affrontiamo lo sterrato alla volta della sella fra Lesima e Colletta. Passando nel bosco sopra l'agriturismo si intravvede un tendone con gruppi di donne che, con gonnelloni e capelli inghirlandati, ballano al ritmo del tamburo mentre altre sono dedite a produzioni artigianali. Karlacio si offre volontario per un sacrificio umano ma noi lo leghiamo all'albero maestro come Ulisse e lo trasciniamo via. E finalmente i sentieri. Dalla strada asfaltata prendiamo il singletrack con inizio bello tecnico che conduce in cima a Colletta, con tratti veramente sugosi e rampettine spacca polpacci siamo sbucati sui prati fino alla cima vera e propria. Qui abbiamo dato fondo alle vettovaglie e pianificato la discesa. Annibale fino a Bocco e risalita a Colletta per successiva discesa a Valformosa o primo tratto di Annibale e subito deviazione per Valformosa? DeCif propone il suo appoggio alla proposta due e la mozione viene approvata all'unanimità, roba che l'ex DDR ci fà 'na pippa. A questo punto Karlacio decide che forse la sua forca è troppo dura e dopo aver spaccato qualche macigno per dimostrarcelo, procediamo alla regolazione, rendendola più umana. La discesa parte subito ripida nei prati per diventare ripidissima nel bosco fino ad incrociare la parte alta della mulattiera di Annibale, ove spiana per poco per poi rituffarsi verso valle, poco mitigata da alcuni tornantini. Arrivati al punto dove comincia "il sasso", quello vero, push-biking fino all'asfalto per poi scendere un poco e prendere la mulattiera dell'acquedotto che scende a Valformosa. Dapprima sentiero ripido e abbastanza largo, poi si stringe in una gronda rocciosa fino alle prese dell'acquedotto dove comincia la mulattiera. Da Valformosa, raffreddati un attimo i freni, siamo andati alla ventura per cercare il collegamento con i "Tre Guadi". Quello che abbiamo trovato, sporco ed un pò malmesso, ai tempi doveva anche essere bello, poi frane e dissesti hanno deviato il traffico di moto e locals ed ora si stà chiudendo. Alla fine, per arrivare al percorso solito abbiamo dovuto calare le bici da una riva, guadare e sollevarle sull'altra. Daltronde, se non si esplora un pò, si finisce per fare sempre i soliti giri. A proposito di solito giro, come è andata a finire anche stavolta? Con un giro (o due) di birra al caffè macchiato.:-)