Forum Raduno 2007

Storia di un Forum Raduno che avrebbe potuto essere quasi perfetto se… 

L’idea di organizzare il Forum Raduno ci ronzava in testa già da tempo, nel Bikefree group c’è gente a sufficienza, capace e volenterosa abbastanza allo scopo, però a me (DeCif) e Otis ci sembrava troppo richiedere a tutti di impegnarsi in un progetto del genere. Poi, dopo un’escursione di fine estate, Century se ne esce dicendo “sarebbe bello organizzare il prossimo Forum Raduno !”  Questa frase buttata lì un pò per caso è stata la partenza di una serie di pensate, idee, cazzate ecc. tra me e Otis.

Tempo dopo, al salone del ciclo di Milano, incontro 2 pilastri (alti sono alti) del Forum: Muldox e Ser Pecora; gli butto lì la proposta e loro mi rispondono che il Diretur voleva fare il Raduno ancora sul Garda…. be, ne parliamo….

Ormai la gioiosa macchina da guerra era partita ! Ci si scambia qualche MP, mandiamo a Marco una bozza di programma e, in poco tempo, arriva l’investitura!

La location individuata è Caldirola (AL) in quanto consente di ricavare ampi percorsi in quota e c’è la possibilità di sfruttare la seggiovia con la pista permanente di DH.

Durante l’inverno iniziamo a raidare in zona per cercare nuovi percorsi; bisogna fare due giri All Mountain che siano abbastanza lunghi ma alla portata di tutti, la pausa pranzo deve coincidere con uno dei rifugi, devono essere panoramici, tecnici ma non pericolosi, ecc.

E così ritagliamo un giro per il sabato con 1200m di dislivello, quello della domenica con risalita in seggiovia e dislivello limitato a 600m , in più la possibilità per chi non ama pedalare di utilizzare la pista di DH.  Un’altra novità con i precedenti raduni è la presenza di un’area expò.

A meno di due mesi dal Raduno iniziano le grane, il ristorante che avrebbe dovuto ospitarci cessa l’attività e ci costringe a spostare il baricentro della manifestazione alla Colonia (penale) creando una serie di problemi organizzativi.  Due settimane prima piove in tutta la zona, una settimana prima continua a piovere rovinando lo spettacolo della gara di DH; bè, pensiamo noi, dopo due settimane di pioggia quasi ininterrotta, per il Raduno farà bello ! Ma ci eravamo dimenticati delle leggi di Murphy che, probabilmente, era nativo di Caldirola. Il venerdi sera iniziano ad arrivare i primi forumendoli e ci si reca a cena dove lo spirito del raduno (e dell’alcool)  inizia a fare effetto; il sabato mattino una sessantina di bikers partono accompagnati da un nutrito gruppo di guide. Alla prima discesa, dopo 2 km dalla partenza, Modoloale si sloga una caviglia e finisce quindi la sua partecipazione al giro. Altri due capottoni ed una caduta in un fossato ma senza conseguenze ci consentono di guadagnare l’asfalto per Bruggi da dove parte la salita più impegnativa del giro. Chi prima chi dopo, si arriva in cima al Colle della Seppa, si riunisce il gruppo e si riprende sulle creste in direzione del monte Chiappo. Qui troviamo il fango che rende pesante il percorso, si scende poi per la pista da sci di Pian del poggio e si arriva a Capanne di Cosola dove facciamo pausa pranzo. Riprendiamo il percorso giusto in tempo per farci sorprendere dalla pioggia, arrivati alle Bocche di Crenna la pioggia è tale che si decide di tagliare il giro: invece di salire al monte Ebro e proseguire sulle creste fino al Giarolo con conseguente discesa dalla pista di DH, si scende alle stalle di Salogni, rifugio Orsi e rientro alla Colonia. Il terreno ormai è impraticabile, anche la grandine ci si mette, in salita si spinge ed in discesa si rischia ogni curva. Pur con distacchi abissali, tutti rientrano alla Colonia; lavaggio bici, doccia, birra e primi commenti. Tutti rientrano ? Ma, dovè Spartaco ? Panico, Spartaco manca all’appello e, solo dopo un’ora, si riesce a rintracciarlo telefonicamente; si era attardato alla partenza dopo il pranzo, aveva sbagliato strada ed era rientrato a Capanne di Cosola. E’ troppo tardi e le condizioni del terreno non consentono di farlo proseguire sul percorso per cui gli indichiamo la strada asfaltata che scende in valle Staffora e poi organizziamo il suo recupero.

La cena alla Colonia (penale) è allietata dalle iniziative di Frau Blucher che adesso non staremo qui a narrare, certe cose bisogna viverle…

Domenica mattina il tempo è così così, il terreno pesante e l’umore incerto… ma, è un raduno quindi ci si raduna e si parte. Il primo pezzo tra il Giarolo ed il rifugio Orsi è in condizioni pessime; il fango si attacca alle bighe che arrancano pesanti come carri medioevali, una quindicina di bikers decidono di abbandonare e scendono, gli altri tengono duro e vengono premiati in quanto, poco dopo, il terreno migliora nettamente e consente di arrivare a Bocche di Crenna per poi salire al rifugio del Chiappo dove ci aspetta un’ottima  polenta. Dopo pranzo il tempo ritorna al brutto, ci infiliamo nel canalone che scende a Bruggi, 700 m di discesa su single treck dove il terreno è prevalentemente roccioso e ricco di sponde e appoggi. All’arrivo i sorrisi stampati sui volti sono evidenti, dopo due giorni di sofferenza finalmente si è fatta una bella discesa ! Si riparte da Bruggi ma metà del gruppo si attarda ed inizia a piovere; la prima parte del gruppo era ormai per strada e continua sotto l’acqua, la seconda parte del gruppo si rifugia dentro una chiesa ed assiste a 45 minuti di temporale incazzato, pioggia come non si era mai vista. Appena accenna a smettere si riprende, ci si riunisce e si rientra alla Colonia.

Anche i forumendoli che si sono fermati a far discesa non hanno potuto apprezzare i percorsi in quanto la pista era ben poco praticabile.

Il tempo incerto ha inoltre decimato l’area expò, alcuni non si sono presentati, altri sono venuti ma dopo poche ore sono scappati. 

Quindi, quali possono essere le conclusioni di questo raduno ?  Noi ragazzi ce l’abbiamo messa tutta cercando di fare percorsi che soddisfacessero la maggior parte dei bikers, il tipo di terreno era in grado di drenare a sufficienza la pioggia ma non era certamente in grado di assorbire quasi 3 settimane di acqua per cui sicuramente l’attività ciclistica ne ha risentito. Il nostro pensiero, confortato anche dai commenti spontanei di diversi forumendoli, è quello che la mountain bike è anche pioggia e fango, ogni biker deve adattarsi al tipo di terreno che incontra.
Se cmq possiamo dare un giudizio diremmo che il Raduno, in quanto "raduno" ovvero aggregazione, voglia di stare insieme, conoscersi e confrontarsi è riuscito.

DeCif

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