MRL Autunnale 2007 - Piani di Artavaggio - 14-10-07

Jolly squilla, anzi, vibra, prendo il telefono al ventisimo bzzzzz: "Sono qui sotto". "Scendo", alzo lo zaino e sul pavimento si allarga una pozzanghera, la sacca idrica perde, l'acqua ha invaso lo zaino e cola fuori. Rovescio smadonnando tutto il contenuto in un altro zaino e vado....
E'cominciato così il mio Miniraduno Autunnale Lombardo 2007.
Mi piace il Miniraduno perchè si và in posti nuovi, che non deludono le aspettative e si trovano facce note, bikers sconosciuti e altri che si vedono troppo di rado. E' una di quelle giornate che sembrano non finire mai, quelle che vai a letto morto e non riesci a dormire, quelle che ti riempiono e ti svuotano e che ti porti dietro per qualche giorno e dentro per un bel pezzo.
Insomma, arriviamo al ritrovo e quel Gran Ciambellano del Pixel, nonostante la sonora tranvata che lo costringe al busto (speriamo per poco), è già lì che dirige le operazioni di accoglienza e dà le dritte ai partecipanti. C'è veramente di tutto, anche i pedoni! Troviamo Lauretta che torna in bici dopo un infortunio e con lei c'è anche Umberto. Poco dopo arriva anche il grosso del BF e cominciamo a prepararci seriamente. Pixel ha fatto le cose in grande e la partenza del giro prevede una passerella attraverso il centro di Moggio con discorso del sindaco, contro-discorso del nostro nume tutelare e consegna del gonfalone!!! Lasciati i FRers all'impianto di risalita comincia la lunga salita e ci si riscalda velocemente anche se il cielo cupo incombe sopra di noi. In men che non si dica mi ritrovo a chiacchierare con Pablo, la scopa, poi lui rallenta e io e Jolly risaliamo lentamente il gruppo. Siamo lì che pedaliamo e ci passa in tromba un jogger. Percorre la salita a 8/10km/h, io dopo un pò lo mollo mentre Jolly lo segue e s'invola. Comincia lo sterro e ci si ricompatta e sfilaccia nuovamente, l'atmosfera è rilassata, ci si trova, si chiacchiera un pò per poi lasciarsi, ognuno seguendo il proprio ritmo. La salita è lunga, si fà qualche sosta, percorro un buon tratto tratto con Karlacio e ci sentiamo domandare spesso se siamo gli ultimi, ma siamo ben sconvolti? Ad un certo punto incontriamo un gruppo di FRers e vediamo una vecchia conoscenza, Tojo, che ci conferma che la discesa freeride è una sequenza di boccioni smossi, convalidando il primo parere che avevamo sentito che la descriveva "scorrevole come un dito nel c....". Proseguiamo la salita fino agli "Sciatori" dove cazzeggiamo guardando un papà che gioca con lo snowboard a rotelle del figlio facendo finta di insegnargli ad usarlo, finchè, quando proprio non se ne può più, riprendiamo a pedalare inerpicandoci nelle nuvole per l'ultima serie di rampe fino al rifugio Cazzaniga. Lungo la salita pufpuf-pantpant mi trovo dapprima con Karlacio ma dopo un pò sento la sua voce sempre più lontana nella nebbia e mi par di udire:"Ooootis, io mi sono rotto i cogl.........". Mi unisco allora al Gatto e a DeCif e insieme arriviamo al rifugio. Ammucchiamo le bici sopra quella di Jolly che, arrivato ore prima, era già alla pennichella dopo il Fernet. Apro la porta e sono cieco, la condensa sugli occhiali è immediata e paralizzante. Li tolgo ma vedo gli altri e li raggiungo. Pixel o un suo clone sovraintende le operazioni e impartisce istruzioni sui vari menù a disposizione. La tavolata è assai allegra e fuori fà capolino il sole, le cose stanno procedendo bene, i piatti arrivano, il vino (dell'Oltrepo!!!) scorre, le cazzate si snocciolano insieme a massime improbabili. Il sole mi invita fuori, ho voglia di guardarmi attorno e fare due foto. Esco, cala la nebbia, rientro dopo 3 secondi. E' quando usciamo tutti e cominciamo a prepararci per la discesa che il sole abbassa lo strato di nuvole e ci sospende su un'isola di terra verde e roccia. E' il momento dei briefing prima della discesa, nei quali si formano i gruppi, si presentano le guide ci si schiera nei punti di partenza, una specie di sbarco in Normandia, insomma. Diciamo ciao a Laura e ci schieriamo nel gruppo AM che prevede un primo tratto "di prova" dopo il quale ci si può riunire al gruppo "easy" per una discesa più soft. Altrochè sbarco in Normandia, sembra un assalto alla baionetta della grande guerra. Scendiamo, nella nebbia, alla rinfusa senza una traccia precisa fra tratti di pietraia abbastanza ripida, ciuffi d'erba e crepacci di roccia. Alla vista di uno di questi W4lt3r estrae dal cilindro un numero d'alta scuola e si ribalta senza conseguenze. In maniera piuttosto disordinata, con Pablo che ci guida alla menopeggio raggiungiamo il vero start. lasciamo FRrs e easiers al loro destino e ripercorriamo un tratto della salita, a saliscendi veloci fino ad arrivare ad un alpeggio dove aspettiamo DeCif che ha bucato. Qui comincia la parte "sporca" della discesa, fra roccette, balze prative, cardi e tornantini, il gruppo si allunga e cominciamo a fare l'elastico perchè il sentiero è tutt'altro che evidente. La compagine del BF è quella che crea il maggior scompiglio con DeCif e Jolly Roger che fanno numeri da circo davanti e Cordier che zigzaga nelle retrovie. Alla fine si entra nel bosco con un infinito "diagonalone" mangia e bevi in single track nel quale DeCif (semperlù!) prova a giocare ad un nuovo tipo di morra senza sapere che il sasso vince sulla rotula. Dopo un altro stop (catena rotta) la discesa diventa veramente bella e divertente e si viaggia abbbastanza spediti fino ad un muro verticale cementato che risucchia le nostre ultime forze. Siamo ormai lanciati e ci aspetta l'ultima manche con un bellissimo sentiero dove surfare alzando onde di foglie, per poi pennellare linee nelle erba di pratoni fino ad uno stretto budello sospeso con qualche scalino e tornante farcito da un paio di passaggi "se cadi muori". Ma non muore nessuno e sono molte le facce sorridenti prima del gran finale: le scalette incassate nella roccia che sfidano gli amanti della guida tecnica e pulita con almeno un paio di passaggi da studiare un attimo. E siamo all'asfalto, alla fine, a Moggio, a fendere il passeggio della domenica pomeriggio nel centro del paese. Al parcheggio si organizza il rientro del BF, con alcuni rimaneggiamenti dovuti alle precarie condizioni del ginocchio di DeCif. Come al solito si cerca di prolungare la giornata con un brindisi finale, le ultime parole, i prossimi appuntamenti, la voglia di non finire qui. Salutiamo Pixel, l'anima del raduno, sono contento per lui, è andato tutto bene, è la sua festa, ed un pensiero và a Bitstreamer, che non ho mai conosciuto, se non attraverso le righe del NG ma che oggi è stato con noi.

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