3 Guadi 25-08-07

Scampato agli esodi, alle intossicazioni alimentari, alle amanti possessive, alle grigliate ferragostane, ai figli da sollazzare, alle feste della birra e compagnia cantante, il grande circo del Bikefree ha messo in scena i suoi numeri. Il domatore di bestie feroci, il clown triste, i trapezisti, l'incantatore di serpenti, la donna cannone, gli sbandieratori, tutti hanno contribuito alla riuscita dello spettacolo. Quanti erano gli artisti? Chi erano? Da dove venivano? Non si sà, ma qualche zigano doveva pur esserci. Non c'è stato un vero inizio, non c'è stata una fine, si andava e si trovava gente che si aggregava e il gruppo aumentava, allungandosi e accorciandosi a seconda dei momenti come un serpente elastico. Scrosci di applausi e occhi spalancati di bambini, risate incontenibili e lacrime di dolore in questo ondivago carrozzone di emozioni, sudore e cuscinetti a sfera. Intervallo. Solo persone. Solo tempo che passa veloce, perchè passa bene. E poi ancora, salite come sipari che lenti si aprono al rullo dei tamburi e schioccare di fruste dietro le curve in velocità, cuori in gola e gole che strozzano il fiato quando una sorpresa ti coglie. Ed il finale, non il finalone col botto, ma qualcosa di più lento e misurato, con la consapevolezza che prima o poi da qualche altra parte il circo isserà nuovamente il tendone.

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