Della val Vigezzo ne avevamo sentito parlare, poi il Lembo ci invita ad andarci, ok va bene !
Ma dov’è sta val Vigezzo ? Uno sguardo alla rete… ah si, è proprio lì; alto Piemonte, vicino alla Svizzera e confina con la mitica val Grande.
Ma cosa c’è in val Vigezzo? Ritorno alla rete ma trovo poche informazioni, c’è l’ovovia che porta alla “Piana” da dove partono le piste da sci ma per il resto sembra una zona selvaggia. Ok, si parte io (DeCif) ed Otis biciclettoni muniti e raggiungiamo Lembo, Giancarlo e Tettabeta in quel di Santa Maria Maggiore.
Prendiamo possesso dell’alloggio (grazie 1000 all’ospitalità della famiglia Tettabeta) ed usciamo a cena. La mattina seguente prendiamo gli impianti e ci portiamo in quota; la prima discesa si presenta subito con un orgasmo di tornantini talmente stretti da costringere a volte a correggere con la classica “scarpata” . Dopo pochi minuti Otis assaggia la consistenza della roccia locale ma senza alcuna conseguenza, si continua a scendere su sentieri lenti e guidati, pochi i passaggi veramente difficili, a parte i tornanti dove avresti aver avuto una BMX, ma una difficoltà continua che non ti permette mai di rilassarti.
Ed invece io, dopo l’ennesimo tornantino da brivido, mi rilasso e faccio in modo che la mia ruota anteriore si blocchi su una lama di roccia con inevitabile ribaltone ! Malleolo destro, mano sinistra, costato e macchina foto ne fanno le spese; beh, un minuto per riprendere fiato e riparto un po’ acciaccato e molto meno baldanzoso di prima…
Le discese successive non creano grossi problemi, a parte il definitivo collasso del forcellino del Gemini di Tettabeta che si dovrà dedicare ad una session di “no chain”.
Rientro, doccia e cena dove ci si confronta e racconta. Il giorno seguente partiamo sotto un celo plumbeo, in una scala da 1 a 10 avevamo 11 possibilità di essere colti dal temporale mentre eravamo in quota. Infatti, durante la seconda discesa in cui ci siamo persi alla ricerca del sentiero denominato “Viet Cong” il temporale è arrivato costringendoci a rientrare. Che dire della val Vigezzo… sicuramente che è immersa in un ambiente stupendo e selvaggio, i percorsi non sono segnati e perdere la traccia non è improbabile rischiando di finire su ripidi impossibili o su carrarecce che ti portano si a valle, ma non sono divertenti. Inoltre i tornantini strettissimi e la mancanza di pezzi veramente scorrevoli la rendono ostica per cui non a tutti piace. Gli amanti dei bike parks non si sentiranno a loro agio, sentieri sporchi (a me piace dire “naturali”) mancanza di indicazioni e strutture artificiali, i pochi salti senza via di fuga… insomma, molto old school !