Da tempo Jolly proponeva il giro FR da Capanne di Carrega a Cabella ligure, finalmente l’abbiamo fatto.
Alla faccia del FR ! Ah, già, ma cos’è il FR ?
Beh insomma, abbiamo lasciato una macchina a Cabella Ligure e siamo saliti (16 km) con le altre a Capanne di Carrega, da dove partiva il giro. La risalita al Monte Antola presentava solo un tratto a spinta, abbiamo evitato la vetta ma siamo scesi fino al nuovo rifugio dove abbiamo incontrato gli amici del CAI di Tortona che erano impegnati nell’annuale traversata da Castellania al mare. A questo punto abbiamo inforcato il sentiero verso il monte Buio ma ci si ferma poco dopo per la pizzicatura di Otis, senza lattice è questione di minuti e si riparte per proseguire in direzione di San Fermo. Poi comincia il lattice festival. Il primo fortunato è Soothsayer, avete idea di cosa succede quando una gomma trasformata in tubeless artigianale si taglia sul fianco? Beh, è impossibile che si auto ripari quindi inizia la non facile manovra di rimozione del copertone, la pulizia dello stesso, si mette una camera e si rigonfia…
Poco, pochissimo dopo, in un single track ligurian style, PSFSSS SSSsheet ! Anche il tubeless home made di Karlacio cede.
Altra faticosa rimozione del copertone ecc. ecc. Ma siccome non si piange sul lattice versato, si riparte e, arrivati all’asfalto inizia la ricerca della carrareccia che dovrebbe portare in direzione di Cabella; eravamo privi di carte topografiche ma troviamo comunque la strada che segue in costa tra brevi discese e rampe che spesso costringono a scendere a piedi. Insomma, continuiamo a girare a quota 1000 senza mai trovare una discesa vera e propria fino a quando ritroviamo l’asfalto; era tardi, il tramonto incombeva e bisognava scegliere tra una strada asfaltata che ci avrebbe portati a Cabella in poco tempo oppure avventurarci per un sentiero appena tracciato. Bruciare 600 m. di disli su asfalto? No grazie! Ci fiondiamo nel sentiero che serpeggia nella vegetazione e poi nel bosco diventando sempre meno battuto fino a chiudersi completamente. Si prosegue dove e come si può, le uniche indicazioni sono delle vecchie fettucce che, a tratti, evidenziano il sentiero. Ritroviamo l’asfalto, ci sarebbe una parvenza di sentiero che si ributta nella vegetazione ma è tardi, il sole è scomparso dietro i monti e scendiamo su asfalto per gli ultimi 200m. Recuperiamo le macchine a Capanne di Carrega e rientriamo per cena, in ritardo…
Eravamo partiti per fare un giro FR con salita meccanizzata e siamo finiti con pedalare 1000 m. di dislivello positivo per una lunghezza totale di 30 km. A me (DeCif) personalmente il giro è piaciuto, l’ambiente è bello, ostico, poco battuto, e poi girare in zone sconosciute cercando sempre il track più bello senza sprecare neanche 1 metro di quel dislivello faticosamente conquistato trovo che sia di grande soddisfazione.