Gran Giro dei Forti di Genova 29-03-08

I genovesi dovrebbero pagare più tasse oppure essere obbligati a spostarsi in bicicletta su è giù per la città oppure essere deportati almeno un mese all’anno, nebbia o zanzare a discrezione, in Lomellina oppure……insomma, avere un simile ben di Dio sull’uscio di casa è un insulto alla miseria!
Va beh, comunque sia, una settimana dopo l’abortito Gran Giro dei Forti promosso sul Forum, Never Stop ci ha accompagnati sul percorso. Oltre a Never Stop sono confluiti al ritrovo de La Fiumara Laura, Umberto, Karlacio, Soothsayer, Jolly Roger, DeCif e Otis.
Alla partenza si percorrono le vie di Genova, dal porto fin quasi in centro, per poi cominciare a salire vie sempre più ripide e strette finchè, quasi senza rendersene conto, stiamo pedalando su uno stretto single track dentro un bosco fittissimo e siamo ancora in città! Never Stop ci guida sapientemente sui sentierini che uniscono le diverse frazioni elevate di Genova fino alla zona di Fregoso dalla quale siamo soliti partire per il “giretto” dei Forti che conosciamo. Arriviamo al Begato, Soothsayer ha fame, proseguiamo per il Puin, Jolly fora e si arrabbia, quasi al Fratello Minore Otis rompe la catena. Dopo la discesa dal Fratello Maggiore si affrontano gli n-mila tornanti del Diamante dove facciamo pausa pranzo. La giornata è bellissima, l’arietta è fresca ma non fastidiosa, decisamente le migliori condizioni mai sperimentate qui, per noi, che veniam dalla campagna. Il primo tratto della discesa è ripido ed il fondo è leggermente friabile, richiede sensibilità, proseguiamo poi sulla carrareccia dalla base del Diamante fino al Puin ed infine sul single track dapprima in discesa poi in piano che parte dalla base del Puin. Abbandoniamo ora l’itinerario a noi noto per affrontare la discesa su Staglieno, dapprima su sentiero, poi su mulattiera ed infine su scalinate e mattonate. Siamo a metà giro, più o meno. Soothsayer assalta un bar chiuso ed estorce generi di conforto, Laura, già sazia oppure attratta dallo shopping genovese, decide di lasciarci e di rientrare alle auto. Noi proseguiamo su asfalto e ci dirigiamo a S.Eusebio. Idem come sopra, le strade si restringono, le pendenze aumentano, comincia lo sterro. Arrivati ad uno spiazzo fuori dal bosco ci rendiamo conto che stà per calare la notte, no, il tempo si è fatto cupo, basse nuvole nere cariche di umidità incombono su di noi. Come incombe su di noi la massiccia sagoma del Forte Ratti, nostra prossima meta. Il sentiero in salita è un dolce tormento, la pendenza è blanda ma l’accidentato fondo a roccia fissa richede un notevole impegno di guida. Proprio alla base del monte il percorso si addolcisce e spiana per poi riacquistare pendenza ma anche scorrevolezza. Le mura del Forte Ratti diventano, quando visibili, sempre più vicine e verticali sopra di noi. Giunti in cima la visibilità và e viene con le nuvole. Ci fermiamo poco, comincia ad essere freddo e si fa tardi, Soothsayer ci aspetta un poco più giù, si scende. La discesa è molto bella, a tratti da guidare, a tratti tecnica, ci si scalda in fretta. Una volta arrivati ad una grossa cava abbandonata proseguiamo per il Forte Richelieu, l’ultimo della giornata, accompagnati dai colpi incessanti provenienti dal vicino tiro a volo; tra forti, postazioni e spari sembra di pedalare in un war-game. La discesa successiva è da goduria pura, le tracce si intersecano tra i cespugli, si tenta la fortuna imboccando quella che sembra più promettente, come pescare una carta da un mazzo, ogni tanto capita anche il jolly, ma ci stà. Il sentiero è tecnico ed impegnativo con gradoni rocciosi e passaggi stretti e ci fa scivolare sempre più in basso fino a diventare un toboga fra due alti muri che sfocia sull’asfalto, siamo in città. Un po’ cotti ed un po’ esaltati dobbiamo ora affrontare la traversata di Genova. Seguiamo Never Stop che, incurante di semafori rossi e sensi unici, salta da una corsia all’altra tra scooter, auto ed autobus non tralasciando neppure i marciapiede. Quando arriviamo nella zona del porto la nostra guida ci abbandona, è arrivato fin qui in bici da casa ed ora rientra per la via più breve. Qualche chilometro ci separa ancora da la Fiumara ma è quasi una pedalata defaticante, ormai.
Il giro è stato tosto, il percorso veramente bellissimo, per le salite, per le discese e per la varietà delle situazioni, con viste mozzafiato a 360 gradi. Un immenso grazie a Never Stop per la disponibilità e la pazienza.

Immagini
Le foto di Never Stop
I Forti e le mura di Genova

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