Giro veramente piacevole, dopo un breve avvicinamento in macchina, abbiamo inforcato le bici per salire su un dolce pendio che presentava dei divertenti tratti tecnici. Il sole splende e sulla pelle se ne percepisce il calore, ma non fa caldo, in salita non si suda neanche.
Il gruppo arriva compatto in cima al passo dove inizia un pedalabilissimo tratto in costa, lo sguardo spazia nel cielo limpido dalle Alpi al mare. Inizia la discesa su fondo asciutto e compatto che invita a correre veloci tra i rock gardens ed altri ostacoli artificiali che rendono più interessante la mulattiera……….. mah…….mah…….ah….. sì…. stavo sognando ! NON è andata così…..
Da oltre un mese Jolly Roger insisteva per andare a fare un giro ad Isoverde, profondo entroterra ligure. Partiamo alle 8 e 30 dal nostro oltrepò pavese e tra l’approvvigionamento panino, caffe dalla biondina ecc ecc, trasferimento non autostradale, alle 10 e 30 riusciamo ad essere in bici. Ci si spara subito una salita su asfalto da quota 207 agli 772 msl del passo della Bocchetta. Arrivati in cima ci rifugiamo in una casupola e aspettiamo per una ventina di minuti che il gruppo di ricompatti; siamo tutti bagnati, la nebbia è talmente fitta che sembra di stare in un bagno turco. Prendiamo la carrareccia in salita che ci conduce alle antenne (e chi le ha viste ??), il freddo aumenta, la nebbia no, è già al massimo livello. Iniziamo a vedere la neve ai margini del sentiero, e poi ad avere la neve sul sentiero; ma, a casa nostra sembrava primavera… perchè caxxo siamo venuti qui….
Dunque ricapitoliamo, nebbia, freddo, vento, neve, fango e poi… ah, dimenticavo, questo tratto di Alta Via NON è pedalabile, però è concesso spingere faticosamente la bici.
Ci si inerpica per raggiungere la cima, bici in spalla e finalmente si svalica….azz “soffia il vento urla la bufera”; cerchiamo di stare vicini per non perderci, ah si, gli sventurati sono Lanat1, Soothsayer, Otis, Mary e Monty, Cordier, Jolly Roger and myself (DeCif). La discesa è tutta su sassi grossi come angurie, angurie ben piantate per terra? No, angurie che rotolano… quei pochi sassi fissi sono viscidi come una lottatrice nel fango. Beh, alla fine siamo rientrati tutti, solo una foratura e nessuno si è fatto male (a parte il mio casco nuovo…). Questo è il quarto giro che personalmente faccio su quei tratti di alta via, Voltaggio, Passo Dagliola, monte delle Figne (…ho detto Figne!) Ponte Nespolo, passo Prato Leone… ma ogni volta c’è da spingere in salita (ed io no sono uno che disdegna i tratti a spinta) e tribulare in discesa (ed io non disdegno certo le discese tossiche)…però…