E’ quasi metà settembre ma si dà il caso che io (DeCif) e Karlacio, abbiamo ancora un po’ di ferie e decidiamo quindi di passare 3 giorni in MTB. La prima scelta era caduta sull’Austria ma, forse, troppo lontana. La seconda scelta era le deux Alpes ma gli impianti erano chiusi infrasettimanalmente, la terza scelta era Morzine ma… chiusa anch’essa ! Quindi siamo partiti alla volta di Livigno e… non è certo stato un ripiego. Arriviamo a Sondrio per pranzo dove ci aspettava la Marzia per mangiare un boccone e darci le ultime dritte sui percorsi; un peccato non aver potuto girare insieme.
La stazione di Poschiavo è la nostra prima tappa; prendiamo al volo il trenino e saliamo all’alpe Grum per poi fiondarci in discesa sul sentiero che passa dall’agriturismo e rientrare alla stazione. Risaliamo in macchina e raggiungiamo Livigno, breve ricerca per l’albergo e poi fuori per una frugale cena: pizzoccheri seguiti da grigliata mista in cui era presente la fauna di 4 continenti (bisonte, capra, pollo, manzo, salsiccia, wurstel, struzzo, cervo e canguro ecc.). Alla mattina ci svegliamo all’alba (ore 9.00) ed in poco tempo siamo in sella (ore 11.00). Partiamo per il lago di Livigno e saliamo la valle Antisella per una salita sufficientemente ardua , svalliamo ai laghi di Cancano seguendo un divertente single treck. Il panorama è da cartolina, aggiriamo il lago San Giacomo, passiamo sopra la diga e risaliamo a malga Trela, altre rampe su sfondo smosso che hanno messo a dura prova il nostro fisico orma in crisi ipoglicemica; ma la sfida con i bikers teutonici era primaria e non abbiamo ceduto ! Panino e coca (sigh, birra finita…) e riprendiamo fino al passo. Casco e protezioni prima di inforkare il lungo sigle track che ci avrebbe portato a fondo valle; terreno duro e scorrevole ma con quel ghiaettino che non ti fa mai stare tranquillo in fase di frenata, e quelle gobbette che ti invitavano a saltare lungo senza badare alla curva subito dopo…. Si costeggia il fiume e poi si risale di poco per l’ultimissimo sentierino questa volta nel bosco di Larici, terra, radici e qualche roccia da accarezzare per chiudere in bellezza.
Doccia, aperitivo, cena e nanna. L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato a fare FR al Mottolino; La “flow line” è una pista liscia e veloce con ampie curve in appoggio che non crea problemi neanche per una front. Sono presenti però vari salti di legno e terra, step up, l’area north shore con passerelle varie e walls ride; la seconda parte diventa meno pista e più sentiero con maggiori difficoltà. La deviazione denominata “black eye” è veramente cazzuta ! Sentiero tecnico con tratti ripidi e radici strapiombanti che… mammamiaaaa ! E poi c’è la “DH”, che ti fa capire che i bike parks e le DH sono 2 sports diversi. Sulla DH trovi tratti veloci e tratti tecnici, rocce spaccate ed un ripidone in curva che…. chissà a vederlo in gara… Anche il sentiero “chemical water” non era male,meno costruito e più naturale della flow line. La pista “easy” non è stata presa in considerazione.
Quindi la trasferta a Livigno è stata soddisfacente, il panorama, l’ambiente, i percorsi in salita, i single tracks in costa, le discese, il Mottolino, peccato sia così lontano…