Alta valle Staffora

Martedi 27 Luglio
Sono in ferie, da tempo ho voglia di fare un giro in solitaria… e spero di incontrare nessuno !
Lascio la macchina a Casanova Staffora ed inizio a pedalare verso il santuario del Bocco ed il Boglelio; i miei desideri sono esauditi, incontro solo un trattore carico di legna, un cerbiatto, lo stesso cerbiatto due tornanti sopra e poi, dopo pian della Mora, le vacche, le mosche ed un tafano. Non fa caldo, la costa tra Boglelio e Chiappo è coperta da nuvole, mi infilo nel bosco, apro e chiudo i vari cancelli fino a le fou binè. Poi giù a Pian del Poggio dove regna la desolazione…. Un triste cartello intima ai bimbi di non giocare a pallone e non girare in bici… ma quali bimbi ? Mangio il panino acquistato dal solito pusher (il DiMeglio di Varzi) e riprendo in direzione Colletta. Il sentiero che porta giù a Samboneto mi tenta ma ho voglia di rifare la discesa a Barostro per cui tiro dritto fino al rifugio Nassano per prendere il sentiero del CAI. Dopo il primo tratto di bosco inzia il single track di rocce smosse molto divertente ma poi si chiude nella vegetazione. Penso di aver perso il sentiero, invece ci sono dentro ma è completamente invaso dai rovi per un centinaio di metri… merd. Appena si riapre mi fiondo giù ed in pochi minuti sono alle case. Risalita a Valformosa e discesa finale a Fego. Questo sentiero mi piace troppo e non riesco mai a contenermi… e si che ho già dato…

Domenica 01 Agosto
Ultimo giorno di ferie, rifaccio lo stesso giro e mi rendo conto che sono ancora da solo a distanza di pochi giorni… onanismo ciclistico.... “Five to one baby, one in five…” cantava Mr. Mojo Rising. Spingo sui pedali col ritmo della canzone, sto bene ed il pull shock si muove solo quando serve;  purtroppo è domenica per cui incontro moto, macchine, pedoni, nessun cerbiatto, le stesse vacche, mosche ed il tafano di martedi. A pian del Poggio mangio il panino e riprendo in direzione Colletta ma con la malsana idea di salire al Lesima. Attacco il sentiero che sale ripido, diventa un bel single track in costa ma poi scende quasi all’altezza dell’asfalto, poi risale e finisce in un pratone che mi obbliga ad un infelice push-biking fino a trovare la strada asfaltata che sale al radar. Fa caldo. Pedalo fino alla vetta e mi godo la vista a 360° tra Lombardia, Piemonte ed Emilia. Sono stanco, so che mi aspetta ancora un pò di strada per cui non mi faccio tentare da ipotetici sentieri ma utilizzo la strada asfaltata che sbuca sulla principale; la attraverso e mi butto nel sentiero per Samboneto. Il bosco è sporco, sfasciume e rami da trinciare sotto le ruote, azz… quel tronco è un po’ grosso…. CRACK…  (trinciato anch’esso).Il bosco diventa radura ed il fondo è fatto di quella pietra spaccata che “suona” sotto le gomme. Il mio freno anteriore è da spurgare e la leva spinge l’olio ai pistoncini quando arriva a metà, altre volte frena solo in fondo… beh, speriamo che al prossimo tornante freni quando deve…
La discesa è abbastanza lunga e sicuramente appagante, scendo a Samboneto, risalgo su asfalto a Cencerate, Barostro e Valformosa  per rifare la discesa a Fego. Si la discesa a Fego, quella che mi piace… visto che l’ho appena fatta e me la ricordo  posso mollare…. ma c’è più vegetazione… dei rami pendono dall’albero, mi abbasso per schivarli mentre mi domando dove è quel tronco tagliato a lato del sentiero…. Bahm ! Ci sbatto col manubrio e finisco a terra malamente circa 50 metri da dove mi ero rotto il braccio… Nessun danno. Riprendo la discesa e ritorno finalmente alla macchina. Guardo l’orologio… sono stato in giro sei ore e mezza. Esausto ma felice.

DeCif

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