Avevo fame

Anche questa settimana ha piovuto quasi tutti i giorni; giovedì era a casa dal lavoro e pensavo di fare un giretto, niente di che, ma volevo provare la discesa del Cagnino fatta col fango. E’ una discesa corta, però fatta col terreno viscido ti può regalare un po’ di emozioni, può rimettere in circolo l’adrenalina. Però pioveva a dirotto e non sono potuto andare, la fame mi è rimasta.
Venerdi come al solito arrivano le telefonate per programmare il WE; cosa si fa ? Piove…. Giro su asfalto ? NO, GRAZIE. Ho già fatto un giro su asfalto sabato scorso e mi è bastato; non siamo più in inverno e nemmeno in primavera, non mi devo allenare per le competizioni per cui voglio andare in bici dove mi diverto. Sabato in mattinata guardo il meteo e lancio la mia proposta al resto del BF; Arenzano, si va ? Ok da Sooth, Karlacio e Otis. Era ancora l’alba (ore 11) quando ci mettiamo in macchina, panino al supermercato, caffè dalla bionda e via verso il mare. Ore 13.00 siamo in sella e ci inerpichiamo sulla tecnica salita verso il passo della Gava; un continuo rivolo d’acqua ci accompagnerà per tutto il giorno, salita o discesa le ruote saranno costantemente lavate, c’è H2O ovunque, l’erba è verde come non mai e le rocce luccicano al sole. Arriva anche un po’ di pioggia che però non ci distoglie dal percorso, ormai siamo quasi al rifugio. Inizia la discesa, quel single track non è mai stato così stretto, l’erba alta riduce la pista a 20 – 30 centimetri senza peraltro avere margine di correzione in quanto frenare sull’erba bagnata equivaleva ad una derapata sul ciglio dello strapiombo. Questo ha reso più interessanti anche quei pezzi che solitamente si fanno con tranquillità. Il sasso bagnato della discesa al lago Tinna ha reso impari la solita guerra con la gravità, va beh….
Piacevole sorpresa la discesa nuova suggerita da un lokal, non più sasso ma terra, un sentiero veloce (tranne alcuni tornantini impossibili) nel bosco che ci riportato alle macchine.

Sabato sera altro giro di telefonate per il giro domenicale; giro su asfalto ? NO, GRAZIE.
Il meteo sembra ok in valle Staffora per cui si conferma l’appuntamento a Varzi e, domenica alle 9.30 si presentano Mary & Monty, Alberto, Claudia, Enrico (finalmente), Dom, io ed il Lembo.
Si rinuncia al giro dell’Alpe per impraticabilità di campo e si sale su asfalto verso Castellano per inforcare il sentiero del Sasso cavallo. Dopo 200 metri inizia a piovere, ma piovere…
Si scende, il terreno tiene, la gomma un po’ meno ma… c’è da divertirsi, i ripidi, i saltini, le controtendenze, la pioggia, il rivolo d’acqua (sembra lo stesso di Arenano). La parte finale del sentiero è un bel toboga dove gli appoggi sono lì, la ruota ci si appoggia e la bici gira da sola, piove, l’ultimo ripido e poi aspettiamo gli altri. Ho detto che piove ? Beh, piove, ma piove… e tutti sono contenti, sembriamo bambini che giocano in una pozzanghera. Rinunciamo alla seconda salita ed alla conseguente discesa dal Fosso di Monteforte e rientriamo su asfalto. Pedalo in discesa, piove, raggiungo un ciclista in bdc, ma… mi sembra…. e si, ma quello è il side B di Betty Boop ! La affianco e mi faccio riconoscere da dietro la visiera del  mio casco: ciao, e gli altri ? sono avanti… Ma pensa, il Fabry, Dedo, Ricky e Century che avevano optato per un gito su asfalto in bdc per non sporcarsi…

Giro concluso, WE concluso, ma mi son tolto la fame di salite e discese che avevo; ora resterò inappetente per qualche giorno e poi sarò affamato ancora…

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