LO SPIRITO
Quanta strada è stata fatta da quando, negli anni settanta, alcuni ragazzi californiani cominciarono a sfidarsi in competizioni in discesa libera in bicicletta nella contea di Marin.
Era lo spirito dell'avventura e della libertà.
L'evoluzione tecnologica ha seguito il suo corso con mezzi sempre più avanzati ma anche il modo di andare in bici è cambiato. Cross country, marathon, enduro, all mountain, trail biking, freeride, downhill, dirt jumping, street, trial ecc. Quante definizioni per dire semplicemente andare in bici !
Si sono create varie specializzazioni, I forsennati delle gare XC e gli assatanati dellla DH, gli escursionisti che vogliono solo godere della natura e i freeriders a cui interessa divertirsi e mettersi alla prova. E che dire degli streeters che, un po' anche per necessità, si sono inventati un loro modo di guidare tra gli arredi urbani. E gli amanti dei bike parks ? Dove non si pedala nenche un metro e si scende su piste con varie difficoltà sapendo che ci sarà sempre un bar per birra e panini. E chi invece ricerca l'epic ride? Quelli che si preparano prima consultando mappe e road books e poi affrontano anche lunghi avvicinamenti in auto per raggiungere la vallata mai vista prima ma tanto decantata da qualche biker conosciuto solo sul web.
Ma forse, se vogliamo ritrovare lo spirito che si respirava sul monte Tamalpais dove Joe Breeze, Charlie Cunningham e Tom Ritchey raidavano su una Schwinn Excelsior modificata, la specialità più idonea è quella definita “All Mountain”. Cavalcare cioè su una bici leggera abbastanza da pedalare a lungo in salita, robusta abbastanza da scendere discese tecniche e divertente abbastanza per guidare su quegli interminabili e tortuosi single tracks.
C'è poi chi và in solitaria, chi non esce se gli manca la compagnia, chi vuole organizzare per gli altri, chi vuole che gli altri gli organizzino, insomma ognuno ha una sua visione del “giro perfetto”, ed ognuno ha una sua concezione della bici perfetta.
Ora, dopo trent'anni, quale futuro per la MTB ? L'esasperata ricerca su materiali e nuovi sistemi ammortizzanti porta ad un aumento dei prezzi e rende le bici obsolete nel giro di pochi anni; ovviamente le bici diventano anche più performanti ma non possiamo farci limitare nello spirito solo perchè pedaliamo sull'ultimo ritrovato della tecnica.
Chi ha avuto la fortuna di fare MTB al tempo delle bici rigide sà quanta passione, tecnica, precisione di guida, sangue e sudore richiedeva quel tratto di discesa che oggi, con una bici da FR non chiameremmo neanche discesa. Sono forse sbiaditi i ricordi di quando abbiamo provato la prima forcella con due centimetri di travel ? E quando abbiamo rottamato i Cantilever per montare quei potentissimi V-brake ? Ora la definiremmo archeologia industriale ma, era forse meno bello ? No ragazzi, lo spirito è lo stesso e dalla cima del Tamalpais continua a soffiare nel vento.